Casi Esistenziali – Chiarimmece

Deve esserci  una predisposizione  particolare alla volontà di chiarirSi in pubblico, una innata attitudine. Un desiderio impellente di coinvolgere quanti più estranei possibili ai propri drammi esistenziali per richiamare consensi, dissensi ed applausi.

Chissà se poi non li andiamo a richiamare nelle notti silenziose, quando ci sentiamo disperati, quando non abbiamo nessuno con cui parlare… e ti vengono in mente tutti quei :   “ben detto”, “brava!” , “c’ avit ragione signurì” , “lascialo perdere a quel perdigiorno è solo nu Chiachiell ‘ ” , ” ma nun a da retta a sta …. ”

Ora che i panni sporchi non si lavano più in famiglia,  occhi negli occhi con l’altro .. siamo vittime e carnefici dei nostri 5 minuti di notorietà.

Seduta davanti a me, sotto un’aria condizionata che ricorda certi negozi di surgelati,  urla, si sbraccia, come se quel movimento repentino degli arti servisse a farsi capire meglio dal suo interlocutore.  Il tipo è confuso, dice lei, o forse spaventato.

” Ma io non ho capito come ragioni ; Se ti voglio chiamare tu devi essere felice mica ti devi sfasteriare? In un rapporto stabile è normale. Si vabbè lo so che stiamo insieme da poco. Tu devi capire io non ho nessuno, non ho figli, nessun impegno inderogabile.

Scusa eh,  io mi sento sola quando rientro a casa, voglio uno che mi cerca no che adda’ sta ‘ncopp o divano. Che ne so potrei fare una scemenza: mi vesto bene, me ne esco con le amiche e poi lo sai, no?  Uno beve di più, un drink..

E invece mi sto a casa, dopo il lavoro mica me ne vado A rimorchiare come quelle, che se ne escono birra , uomini.

Ti ripeto devi fare una riflessione devi stare Con me in un certo modo. Si sto venendo, avevi qualche dubbio che non venissi? Devi parlare con me, io devo stare tranquilla, devo sentirmi bene In un rapporto. Pronto?? Pronto,  ma mi senti??”

( galleria salvi tutti !  )

Chi lo sa dove vanno a finire tutte le parole non dette, le promesse mai sentite, gli abbracci che avresti voluto. Chi lo sa perché aspettiamo sempre la telefonata da chi non ci chiamerà mai, perché non possiamo essere meno complessi e accettare il no, il non ho voglia, il mi interessi ma non voglio approfondire,  il non ho più bisogno di te.

Le parole nascono per dare forma a tutto ciò che siamo …. eppure non dicono chi siamo,  cosa vogliamo…
bisognerebbe insegnare l’onestà delle parole in tutte le sue accezioni e bisognerebbe avere l’obiettività dell’ascolto senza inventarSi castelli.

Si può iniziare una relazione mettendo già in chiaro le cose? Definendo i propri spazi? Scadenzando ogni cosa con delle regole ben precise? Non viene da mancare l’aria? Non è forse l’amore la più folle delle gioie?

[..]  perché la maggior parte degli uomini ha un pizzico di follia, anzi non c’è nessuno che, in un modo o in un altro, non abbia le sue stranezze, e non c’è amicizia se non tra persone simili. Se, infatti, tra questi uomini austeri si desse una volta uno scambievole affetto, non sarebbe per nulla stabile e durerebbe ben poco, nascendo tra uomini difficili e più oculati del necessario, capaci di cogliere i difetti degli amici con l’occhio acuto dell’aquila e del serpente di Epidauro. Quando però si tratta dei loro difetti, come ci vedono poco! e come ignorano la parte della bisaccia che portano dietro le spalle! Perciò, dato che la natura dell’uomo è tale che nessuno è immune da gravi difetti (aggiungi la grande varietà di caratteri e di studi, le tante cadute, i tanti errori, i tanti casi della vita mortale), come potranno questi Arghi gustare anche solo per un’ora le gioie dell’amicizia se non interverrà quella che i Greci chiamano EUETHEIA, termine felice da tradursi con follia, o con indulgente semplicità? Del resto, non è forse del tutto cieco quel Cupido, che è artefice e padre di ogni legame? E come il brutto gli appare bello, così fa in modo che anche a ciascuno di voi sembri bello ciò che gli è toccato in sorte, che il vecchio ami la sua vecchia, e il ragazzo la sua ragazza. Sono cose che accadono a ogni piè sospinto e che muovono il riso; eppure sono proprio queste cose ridicole il fondamento di una società che vive con gioia.
estratto da  ” L’elogio della Follia ”  Erasmo da Rotterdam

..dovremmo veramente camminare con più leggerezza sopra le cose….

tiZ

Annunci

45 pensieri riguardo “Casi Esistenziali – Chiarimmece

  1. Vero, sono momenti di imbarazzo generali quando in tanti si diventa testimoni di una conversazione intima che diventa pubblica. Bello l’intramezzo della galleria che sembra voler richiamare al pudore di esternazioni troppo urlate. 🙂

    Liked by 2 people

  2. Bisognerebbe usare parole oneste, parole di cui fidarsi completamente, che rispecchino la persona e invece talvolta servono solo a rivestire un pollo con le piume di un pavone. Forse le delusioni d’amore riescono a scalfire anche la follia più adamantina, dopo un po’…
    Gutta cavat lapidem.

    Liked by 1 persona

  3. bello questo pezzo, delicatamente contro il troppo:
    il troppo rumore delle parole in pubblico, le troppe pretese all’inizio di un amore come fosse un contratto nero su bianco, la troppa pesantezza dei pensieri che fanno “seriosità”. Bello il tuo alleggerire l’atmosfera con le parole napoletane dei dialoghi e con l’elogio della follia mediato da Erasmo.
    piaciuto
    ml

    Liked by 1 persona

  4. Io non vorrei fare il guastafeste ma – sarà perché sono napoletano – questa voglia di parlare, anche a schiovere, questa voglia di comunicare, di trovare qualcuno, anche uno sconosciuto quando i più vicini sono sintonizzati su un’altra stazione, per me non è rumore, non c’è bisogno di invocare nessun silenzio, nessun pudore, per me è preziosa. Con tutti i difetti, con tutti gli errori, con tutta la nostra empatia, forse Erasmo non sarà d’accordo, forse sono io che non lo capisco, ma Erasmo da Rotterdam non è napUlitane.
    GruOss bella d’o’ fra’!

    Liked by 1 persona

    1. Ma infatti io la trovo folcloristica, mi perplime di più l’idea di mettere tutti quei punti fermi all’inizio di un rapporto come a stabilire un fermo, un nessuno mi può stravolgere. ..non siamo forse esseri in continuo mutamento?
      Baci frá

      Liked by 1 persona

      1. Sì, anche questo è vero, ma sai l’insicurezza è sintomo di fragilità (che non è necessariamente un difetto, ma un aspetto dell’Umanità che sottolineo nel mio commento). Se hai inanellato una serie di disillusioni, provi a difenderti, anche se non è un buon punto di partenza, ma ci sta. L’importante è che poi le difese calino e ci si affidi all’altro. Il cambiamento (o mutamento) fa paura o almeno rende insicuri, non tutti lo accettano, non tutti sono disposti ad assumersi le conseguenze e la propria parte di responsabilità.
        Io sono dalla parte della signorina (o signora), non vi trovo nulla di indecente (un po’ fastidioso al massimo, ma sopportabile). Trovo indecente il silenzio dell'”educata” indifferenza e l'”elegante” assenza di empatia. Tutto qui (Azz! E vulesse ca’ dicesse coccos’e cchiu’ )
        Besos mi hermanita

        Liked by 1 persona

  5. Adoro il tuo modo di scrivere, il modo in racconti te stessa, le persone intorno a te, le piccole cose, la quotidianità. Complimenti.
    Aggiungo soltanto questo: l’altro giorno in metro a Napoli, una coppia intenta a litigare. Lei urlante isterica, lui visibilmente annoiato. D’improvviso la dolce donzella esordisce con un “lo vedi come fai?! sei assente! nun te support cchiù! M’ rà fastidio tutt’ cos’ ‘e te, me rè fastidio pur come ti metti ‘o parmiggian ‘ngopp a past, come t’infili le maglie da sotto e no ‘p ‘ngopp! Madò.”
    E niente, poesie metropolitane. Nel senso più stretto del termine.
    Buona giornata!

    Liked by 2 people

  6. x Nina B.
    “M’ rà fastidio tutt’ cos’ ‘e te, me rè fastidio pur come ti metti ‘o parmiggian ‘ngopp a past, come t’infili le maglie da sotto e no ‘p ‘ngopp! Madò.”
    Troppo, troppo emblematico… c’è dentro un romanzo. Sto ancora ridendo!!!!

    Liked by 1 persona

  7. Oh, tiZ, tutt”appost’? i’ già ero già stato precedentemente a casa toja. Un po’ di anni fa cu Gragnaniello mi frequentavo a piazza Carità, for’o bar. Na vota venettemo isso e io premiato a nu premio letterario musicale dint’a ‘a Galleria d’o museo e a premiarci ci stava ‘n’attore che per molto anni lavorà con Eduardo de Felippo. Cià

    Liked by 1 persona

  8. No, non ho nulla di quella partecipazione. Mi dispiace assai, però se ti va, te mann’ nu trance ‘e pizza ‘e l’elettro forno di piazza san Luigi ‘e ncopp’ Pusilleco, ‘nu pezzullo ‘e torta e ‘na jonta d’o core mio. Cià guagliò(na) penz’ ca me song’ mise a squadra.

    Liked by 1 persona

  9. ‘O chiarimento a Napul’ è allo stesso tempo istituzione linguistica creativa e teatro all’aperto: tien’ ‘o teatro a fianco e ‘e facce a tte e nun te vido, e senza pavà ‘o bigliett’ e cu gli attori pigltai dalla strada? secondo me è ‘n’omicidio visivo e sonoro e auricolare. Diciteme addò sta na cosa accussì? Folklore, in un primo momento pare proprio accussì, ma si ce penzate nun è completamente accussì. ‘O chiraimento dint’e viche, a metrolpiltano, abbascio via Carcciolo e ‘o puorto e ncopp’e pulmann fa parte d’o sole e ll’aria e ‘e case e ‘e stanze troppo strette e piccerelle pure quanno a casa è di cinque stanza:’e scì, te vistì e esci fore, mmiez’a via, a cuntatt cu ‘a carne e ll’uocchi e ‘e facce ‘e tutt’a gente ca cammina pe’ via Toledo, a Muntesanto, dint’a Pignasecca e tutt’e strade ‘e Naul. ‘O chiarimento a Napule è ‘a base d’o tiatro napulitano ed espressivo d’o popolino proletario e sottoproletario: ‘o chiarimento, ‘n faccia a faccia (si tiene ‘o curaggio) è comm’ ‘o bisogno e il consumo d’o ppane e ‘o primmo piatto, ma anche, pure pe’ chi nunce crede, o ‘o miraculo ‘e Faccia Ngialluta, ‘a pummarulella d’o piennelo, ‘o rraù, ‘o babbà, ‘a pasiere e ‘e sfugliatelle. ‘O chiarimento quann’ nun fernesce a curtellate, comm’ dint’a sceneggiata ‘e na vota(mò però ce stà Gomorra addò ‘o malamente accire ‘a criatur’) è ‘nu romanzo, ‘nu racconto curto e ‘na poesia ma s’ parole ca nasceno e moren’ mmiez’a via e mmiez’a gente. ‘O chiarimento è ll’urdemo tentativo ‘e recuperà ‘a perla d’o bbene, ca spisso addiventa ‘o male, accussì, indifferentemente, mentre si cerca di andare avanti pecché ‘a vita cunzuma ‘o core e ll’anema. “Si tu m’accire,, dice ‘a canzon’, i’ nun te dico niente.” Tutto questo mentre guardi il mare e respiri insieme a lui e il sole spacca le pietre e coppie di innamorati si baciano e si sorridono.

    Liked by 1 persona

      1. Ma la certezza non è il moto che ti spinge verso un altro essere umano? La curiosità unita al desiderio di imparare qualcosa di nuovo? Per il resto ci vorrebbe un poco di scioltezza; non è che stai lì a pianificare tutto tutto, a mettere paletti da non valicare. Un evento deciso nell’impulso lo ricordo meglio di uno pianificato. ..

        Mi piace

Leave a meSsage ..

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...