Armiamoci e partite…

In un sabato qualunque con una bimba da accompagnare ad un impegno pomeridiano e un marito a letto con l’influenza mi preparO per combattere. Contro il rincaro biglietti (appena il 50 %), le corse soppresse e i disagi quotidiani sonO decisa, devo andare ad urlare la mia !

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Una ragazza, coraggiosissima, ha creato un comitato di protesta, a cui ho aderito, per dire NO ! Dopo il Flash Mob per la dipartita di Pino Daniele si è deciso di chiedere alla comunità di utenti napoletani una similare protesta: ma dopo un interesse iniziale tutto è finito nell’oblio dell’indifferenza. La prima manifestazione si è tenuta a gennaio con una debole adesione causa l’orario, per cui si è scelta un’altra data a febbraio. Così accompagno la piccola, lascio un uomo sofferente (no, non resto con te, non esiste proprio devo andare a menare mazZate!!) e mi avvio spedita a protestare !! Dopo tanto tempo ho preso la funicolare (mio mezzo preferito ai tempi dell’università).

10998048_10206060805309339_6834147795688545082_n 11006376_10206060805029332_82177732515698225_n 10486971_10206060806149360_3741680810543719763_n L’aria fredda di febbraio, la debole pioggia e l’ansia per la manifestazione hanno congelato ogni emozione. Ero decisa, ferma e molto arrabbiata !! Percorrendo via Toledo non sento urlare, non un frastuono, né voci amplificate di megafono, ma tutto ciò che trovo, una volta giunta all’installazione del Cavaliere di Toledo di  Kentridge,  è una desolante scena….

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Un’auto dei carabinieri, una della polizia, un’ambulanza e poco meno di trenta persone. Mi avvicino timida, tra le interviste riprese da un ente locale, qualche chiacchiera tra i dipendenti delle diverse aziende dei trasporti pubblici e qualche utente silenzioso come me… Lungo via Toledo scorre un fiume di persone, ci sono  voluminosi capannelli davanti ai vari street food, risa, chiasso, distrazione e shopping. Nessuno si ferma, nessuno si incuriosisce, delle migliaia di persone che ogni giorno usano i mezzi di trasporto ci siamo solo noi. Desolata cammino sotto la pioggia, una folla enorme mi circonda mentre rientro, eppure un senso di solitudine mi prende. Passa una banda e la musica sovrasta il vuoto dell’esperienza incompiuta… eppure tutto quello che sento è uno:  Sgnek sgneK..
Mi si è rotta pure una scarpa !!!!    -.-

da – diario di una pendolare che.. alla fine, per forza di cose, uno sceglie di rimanere sOlo .

“Un giorno anche noi diventiamo adulti, e scopriamo che la solitudine, quella vera, scelta consapevolmente, non è una punizione, e nemmeno una forma morbosa e risentita di isolamento, né un vezzo da eccentrici, bensì l’unico stato davvero degno di un essere umano. E a quel punto non è più tanto difficile da sopportare. È come poter vivere per sempre in un grande spazio e respirare aria pura”. (Sándor Marai, La donna giusta) tiZ

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30 pensieri riguardo “Armiamoci e partite…

  1. pendolo da 22 anni e, ahimè, non ho visto una manifestazione organizzata di pendolari, una che fosse una dico, riuscire decentemente. tutte una più ridicola dell’altra. viceversa, ho visto degli sbrocchi inaspettati e disorganizzati, nati in momenti di esasperazione, inchiodare dei treni e delle stazioni intere.
    è come se il pendolare, nel momento in cui deve pensare ad una protesta organizzata, si chiudesse nel proprio guscio di “tutto sommato potrebbe andar peggio. ma no, dai, manifestiamo la prossima volta”, finché non supera un certo livello e, appunto, sbrocca insieme ad una massa indefinita di altri pendolari, e a quel punto è solo furia cieca.
    un giorno o l’altro scriverò qualcosa, su questo, credo proprio che lo farò.

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  2. forse non centra nullla ma lo dico lo stesso, tanto in mezzo a questo menefreghesmo una parola detta è meglio di una non detta. COmunque, volevo dire, che se siamo arrivati a questo, è colpa anche del personale, dei controllori e di chi lavora in questo ambiente. Ecco la scenza che mi si presenta spesso sulla tratta Caserta-Aversa: passa il controllore e mi chiede il biglietto. Mi oblitera il biglietto. Passa ad altre persone (di colore, non sono razzista), non hanno il biglietto. Le minaccia per non avere il biglietto con se ma poi stufo se ne va. Questo ogni giorno. Io sono il FESSO che paga. Ecco come vanno le cose, dalle piccole cose si cambia.

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    1. Momimio pensa che il motivo per cui hanno cambiato la tariffa urbana è dato dal fatto che molti viaggiatori una volta usciti dalla metro regalavano il biglietto a chi lo chiedesse. Risultato : adesso non è possibile usare più di una volta lo stesso biglietto per più di una corsa su ferro, anche per il ticket orario !! Questo è scandaloso.

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      1. In realtà non una sola corsa su ferro, ma una corsa su ferro per ogni linea. Mi pare fosse così anche una decina di anni fa, prima di un aumento del costo che fu abbinato alla rimozione di questo limite.
        In ogni caso, se qualcosa di buono può uscire da quella “roba” chiamata TIC (la cui struttura tariffaria causerebbe crisi di nervi ad un tedesco, un francese o un danese) accadrà a stretto giro:
        http://www.comune.pozzuoli.na.it/index.php/comunicati-stampa/68-comunicati-stampa-2015/2056-il-tar-accoglie-le-istanze-dei-legali-del-comune-di-pozzuoli-contro-il-tic-della-giunta-caldoro.html
        http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/07/29/il-neo-presidente-eav-servizi-migliori-ma-senza-tagliNapoli07.html?ref=search (v. risposta alla domanda “Quale sarà la politica tariffaria, tramontata l’era di Unico e varato il biglietto aziendale che è costato caro agli utenti?”)

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      2. Flapane, grazie per la precisazione. In effetti il Tic ne ha rivelati di “movimenti involontari delle sinapSi”. Adesso stiamo ad aspettare l’evoluzione di questo ricorSo . Grazie per la bella notiziaaaaaa 🙂

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  3. Sai questa cosa mi ha ricordato un’altra cosa: “E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito. Due miserie in un corpo solo”.

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