I Viaggiatori – Il ricOrdo

Ricordo ancora il tuo sorriso in quel letto inerme, la volontà di lottare, di resistere ad ogni costo. La mano tesa a tratti stringere e a momenti lasciare, come chi non vuole coinvolgere, sdrammatizzare innanzi alla morte. Prendersi gioco dell’inesorabile. ” Tanto poi ci rivediamo”. E così sono trascorsi pochi anni, tra alti e bassi. Settimana dopo settimana. Finché sei andato via senza avvisare, senza una parola, senza l’ultima partita a carte. Lasciandomi nelle risposte irrisolte, nel vuoto di quella stanza, coi passi silenti dentro quel corridoio. Chè niente è lo stesso senza la tua presenza, senza la tua beffarda ironia al destino segnato. Cerco i tuoi occhi dentro questo mare che scorre al muoversi di questo treno oggi, così caotico, così irrimediabilmente triste. . .

…………………….

Affy   racconta con estrema dolceZza il ricordo di chi abbiamo amato evocando nel paesaggio la sua infinita mancanza.
Un viaggio è attraversare il nostro ieri con rimpianto e forza e gratitudine per chi ha viaggiato con noi.
Grazie Affy.

 

…………………………

 

[…]

Ricordo ancora dentro quella piccola bottega i nostri passi, i passi di un padre e di una figlia. Il tocco regolare dei nostri tacchi rimandava un’eco perfetta.

Chiudo la rivista e guardo verso l’alto, è l’unico modo che mi resta per amarti. Da lontano. Questa è la direzione della mia preghiera silenziosa. Silenziosa, perchè la mia voce adesso ha lo stesso timbro di chi ha ingoiato due biglie.

E le sono rimaste in gola.   cit. Affy

tiZ

 

È questa la mia patria, la mia patria è l’amore, fatta di piccole cose mute, che ci guardano dal fondo della loro innocenza con coraggio e paura, la mia patria, le mie memorie, la mia casa, i miei amori, i miei inni ..

 

 

– La categoria Viaggiatori vuole essere un esperienza di condivisione, in cui raccontare e proporre il viaggio visto da altri blogger. Dopotutto scrivere è un modo per far circolare energia, partecipazione ed incanto. –

 

 

 

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13 pensieri riguardo “I Viaggiatori – Il ricOrdo

  1. Ho letto il post di Affy. Le ho lasciato un commento. Nel mio caso, quando mi rivolgo al mio caro papà che non c’è più, anche quando ne ho scritto direttamente o per altri versi ci è entrato in ciò che stavo scrivendo, la direzione del mio pensiero non è in verticale, ma è accanto a me, leggermente dietro la mia spalla destra. Una presenza “discreta”, silenziosa, non muta, silenziosa. Ascolto una canzone, Era de maggio, mese in cui ci ha lasciato, e BAM! È lì, una presenza consistente. Il magone che mi assale, gli occhi che lacrimano da soli nei luoghi più assurdi come il traffico metropolitano. Riempie! Riempie ancora la mia vita. Non ti scrivo il link a un post che lo racconta per evitare Di spammare. Ma un indizio di cosa cercarev te l’ho dato. Veramente prezioso il tuo contributo! Grande tiZ.

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    1. Affy mi è tornata in mente a seguito di recenti perdite, lei riesce a raccontare quel nodo in gola che fa male, non scende e non sale. Sta lì nell’ordine delle cose e di quelle che non riesci a spiegare. Era de maggio è una canzone a cui sono profondamente legata che mi ricorda quando mi sono allontanata dalla mia terra ed ho scelto di ritornare abbandonando tutto il resto. ..

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