Iside – Scandalosa e Magnifica

Ore 7.45 – metropolitana collinare –
Il maSchione accanto a me è impostato, radicato, mi guarda truce, giacca in pelle marrone con tracolla coordinata, jeanS sdrucito con cavallo basso, talmente basso che la paposcia può riposare adagiata comodamente, ché si sa uno come lui lavora assai e s’adda riposá. Scarpe bianche sporcate dall’esigenza della moda. Ancorato al sostegno ogni tanto mi osserva contrariato, collo taurino e occhio spento, il pube sparato in avanti promette grandi prestazioni, sostiene la fedele teoria che è più importante come si usa che quanto, abiura in nome del fallimento e si pavoneggia negli ettolitri di profumo che a questo punto deve aver ingerito.
Ma una nuova luce illumina questo panorama : entra sicuro di sé, giovane, maschio, pelliccia vaporosissima, maestosa, piumosa oltre ogni immaginazione, una fascia viola in fronte e capelli cotonati verso l’alto. Grossi orecchini dilatano lobi una volta immacolati, anelli risuonano mentre si muove sinuoso a ritmo della musica che ascolta.
Orgoglioso, elegante nella sua strabordante eccessività, un’iside felice che procede fiera mentre percorriamo insieme il sottopaSso che porta a Cavour ..


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Perché io sono la prima e l’ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.
 

Inno a Iside – Rinvenuto a Nag Ammadi – Egitto

 


tiZ

 

 

 

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33 pensieri riguardo “Iside – Scandalosa e Magnifica

      1. Ahahah 🙂 Sì, io conosco la lingua napoletana, ma non sapevo che significasse anche pantofola. (divertente che tu usi un sinonimo ancora più dialettale per spiegarlo).
        Un pezzo che mi è piaciuto molto, quando imbrocchi il ritmo giusto e l’uso ironico della lingua sei fenomenale. La citazione poi rende il pezzo mitico oltre che divertente. 🙂

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  1. Percorrere il sottopasso che porta a Cavour con simil compagnie dev’essere stato inebriante tra profumo e colori.
    Sei stata scortata fintanto che non hai rivisto la luce, il cielo terso e l’aria familiare.
    E ci hai regalato uno spaccato di umanità, sempre dura a morire.
    Un abbraccio da Affy ♥

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  2. non conosco la lingua napoletana – non è dialetto ma lingua – e paposcia era chiaro, chiarissimo il senso. Ottima spiegazione.
    Diciamo due tipi opposti. Uno virile – o presunto tale – l’altro femmineo – basta la descrizione.
    Bello l’inno a Iside. Non lo conoscevo. Anche Iside prende il treno?

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