Anime in trenO – Lungometraggio – Il giardino delle parole

Il giardino delle parole  è un film d’animazione giapponese del 2013 diretto da Mokoto Shinkai.

Il lungometraggio narra le vicende di due sconosciuti che lentamente prendono confidenza, a dispetto della loro età e del loro vissuto.

Takao è un ragazzo che nei giorni di pioggia, dopo aver preso il treno, si dirige in un bellissimo giardino pubblico per coltivare la sua passione nella suggestione del luogo.

Un giorno nel parco incontra una ragazza di 27 anni, Yukari che cela un malessere profondo. Nel tempo, nei giorni che si susseguono i due prendono confidenza, si re incontrano , si cercano, ma sempre ad un patto: nei giorni di pioggia.

Nell’assenza, nel lungo periodo di giorni di sole, quell’incontro si Svela incantato, rivelatorio, guaritore. Come fosse stabilito dall’universo, preciso, puntuale, messo lì per manifestarSi al momento giusto, per cicatrizzare e lasciar rinascere.

Un lungometraggio sulla crescita, sui desideri, sull’abbandono di se stessi davanti ad un torto subito, sul coraggio e la volontà di aggrapparsi a qualcuno per non sentirSi soli…per ritornare a camminare sulle proprie gambe.

Alcune persone entrano nella nostra vita per accompagnarci per un tratto, per aiutarci a raggiungere un obiettivo, una consapevolezza, per questo le paragono ai ponti. Certe conquiste vanno realizzate soli ma anche mano nella mano con l’altro, perché a volte due sconosciuti si conoscono meglio di chiunque altro.

Forse è vero ciò che dice Coelho: gli incontri avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

 

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” La sera, prima di dormire, e la mattina, quando apro gli occhi, mi rendo conto di pregare perché piova. Quand’è sereno ho l’impressione di trovarmi in luoghi e situazioni infantili, mi sento impaziente. Il mondo del lavoro di quella donna, ovunque esso sia, è per me lontanissimo, quasi come se ai miei occhi lei rappresentasse il mistero stesso del mondo. ” citazione da ‘ Il Giardino delle Parole

 

Anime 
Scheda film

 

 

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23 pensieri riguardo “Anime in trenO – Lungometraggio – Il giardino delle parole

  1. Quel certo punto del tuo post dove scrivi: «La sera, prima di dormire, e la mattina, quando apro gli occhi, mi rendo conto di pregare perché piova. Quand’è sereno ho l’impressione di…»
    Ecco, probabilmente mi varia il seguito di quel «ho l’impressione di ecc.» perchè ognuno ha un suo percorso. Ma non sorridere: il desiderio della pioggia te lo condivido…

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  2. Questo film è nel mio listone della spesa presso la Venditrice Amazzone da diverso tempo, a causa di un prezzo ancora alto della versione Blu-ray perché sono un snobettino della qualità video e audio, in particolare per gli anime. Guardare in alta definizione i disegni di questi team di artisti è rendere giustizia al loro lavoro certosino, sopratutto dell’animazione giapponese che si ferma sopratutto sui dettagli che a una prima visione possono sfuggire. Da Tototro a Si Alza il Vento di Hayao Miyazaki vedere questi film mi ha sembra parlato in una lingua diversa di argomenti che in Occidente non ci sogneremmo mai di rendere nella lingua dei “cartoni animati”. Per i “cartoni animati” sono roba per bambini.
    Ora con il tuo racconto mi è salita la scimmia ed è prepotente…

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      1. I jappo li usano per comunicare normalmente, anche temi delicati e drammatici. Quando vuoi piangere veramente ti dò io un titolo… È solo un modo diverso di esprimersi, magari più consono alle corde dell’autore. Non sono un esperto, ma un buon “consumatore” di anime e la mia impressione è che il disegno riesce a facilitare un processo di esternazione in pubblico cui i jappo non sono molto abituati culturalmente.
        Poi a noi ci mancano interi pezzi di cultura giapponese e quindi ci perdiamo delle sfumature ed elementi importanti, a meno di approfondire. Si Alza il Vento, per esempio, ha un tema musicale molto cario ai giapponesi… Ha una linea di lettura aggiuntiva che noi non possiamo capire. Insomma, ‘sti jappo so’ gruoss!

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