Casi Esistenziali – Giorgio

Ingombrante nella sua giacca bordeaux stravacca nel mio sedile.  Truccata, truccatissima, smalto in tono e capelli nero corvino.
-Giorgio che è?  E perché hai questa voce.
-Ah mi sembra che hai lo stesso umore di ieri.
Eh, che umore è.  Sembri un bambino che fa i capricci.
-Giorgio ma veramente fai? Tu mi fai i dispetti.  L’altra sera stavamo insieme e mi hai detto me ne vado. Ma è normale?
-Ma come ti annoiavi? Eh, vabbè Giorgio.
-Ma mi hai chiamato 400 volte e io stavo alla festa e il telefono non prendeva.
-Ma che c’entra anche a me piacciono cose diverse,  a te anche.  E meno male se no sai che monotonia? È normale,  no? Eh!
-Vabbè sto entrando in galleria, ci sentiamo dopo?
-Ok ciao.

Il tono si abbassa, le dita scorrono veloci sulla tastiera: un messaggio su watsApp .
Siamo in galleria dopo la fermata Leopardi,  Mergellina e poi di nuovo inghiottiti dalla terra. Assenza di campo.
I suoi occhi sono stretti su quelle parole,  le sue rughe trattengono il respiro sulla doppia spunta blu.
In un misto tra preoccupazione e speranza la lascio alla mia fermata, nella sua posa plastica.Chi sa se Giorgio la richiamerà…

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