Live to tell..

Nel pullman 502 la popolazione della terza età è alla sua massima espressione: dall’atrite remautoide alla “dimenticanza” .. prendo nota di tutte le qualità che, ancora per poco, mi difettano mentre mi dirigo verso Campi Flegrei.
Il mio percorso è cambiato da quel giorno di giugno che mi ha portato al di là di Pozzuoli, più vicino alla Solfatara e in simbiosi con una discarica a cielo aperto che rende l’aria ancora più irrespirabile. Al più stretto confine con Agnano me ne sto.
Senza beneficiare alcunché e dovendo prendere un mezzo in più, sopravvivo. E così all’umore delle rotaie ho aggiunto quello su gomma, quello cittadino che va a completare il panel di opportunità da incontrare ogni giorno.
Dove risiede il coraggio? In quale responsabilità genitoriale? Quale affettività mancata? O è solo il risultato dell’inesorabile tara genetica?
Vivo : sopraffatta dagli eventi, incapace di cambiare le carte, attaccata a quel respiro di umanità che solo il mezzo pubblico mi sa dare; sincero, senza sovrastrutture … spudorato nella sua essenza e nella sua mancanza.
Dalle mie ceneri venni sepolta e da esse nacqui a nuova vita.
tiZ

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23 pensieri riguardo “Live to tell..

      1. Che vergogna, non mi deve essere arrivata la mail di notifica, e non ho potuto rispondere, meglio tardi che mai.
        Bene, grazie, proprio l’altro ieri mi sono trasferito (ma rimanendo nei dintorni), così finalmente anche io avrò la metropolitana a disposizione, e più scene colorite che quelle di un piccolo centro.
        Spero vada tutto bene, è tanto che non leggo aggiornamenti! Non è che la sostituzione dei vecchi treni coi Jazz ti ha tolto la voglia di scrivere? (;

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  1. Uelcombak! Come cantava Midge Ure alla fine degli anni Novanta nel suo tormentone: breathe. Respira, bella d’o’ frà. Inspira, espira, inspira, espira…l’aria sulfurea della Solfatara fa bene alle vie respiratorie. Quella della munnezza, meno.
    ‘Sta casa aspettava a te! Un abbraccio.

    PS: “pullman”, lo diciamo solo noi. Per tutti gli altri è “autobus”. Qui a Roma mi hanno “insegnato” che “o’pummann” (cade la elle e si raddoppiano le consonanti) è la corriera ovvero il veicolo per le tratte extra-urbane; mentre dicasi “autobus” (abbreviato “auto”, plurale “auti”…) il veicolo che percorre le strade cittadine. Non puoi capire cosa gli ho rifilato di rimando…;)

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      1. No, il plurale è proprio “auti”, sentito a una fermata come le mie orecchie da una signora trasudante di romanità.
        PS: gli ho fatto un’imparata ‘e crianza sulle loro doppie “s”(a’ SSedia, invece di “sedia”; la loro “z” al posto della “s” (borZa, invece di borSa)…mamevulite ‘mpara’ amme?!? 😂

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